
«Non sono capace.»
A volte basta questa frase per lasciare un pennello sul tavolo. Per non iscriversi a un laboratorio, non toccare l’argilla, non provare qualcosa che ci incuriosisce.
Come se, prima di cominciare, dovessimo già conoscere il risultato. Come se il tempo dedicato a creare fosse riservato a chi sa disegnare, ha studiato arte o possiede un talento riconoscibile.
Nella bacheca di Federica Tealdi, invece, c’è un invito che parte da un altro punto: non serve esperienza artistica. Serve la voglia di mettersi in gioco.
Il suo corso si chiama “Starbene con l’arte”. Ma per raccontarlo voglio partire dalla storia della persona che lo conduce.
Un sapere che trova una nuova forma
Dopo gli studi artistici, Federica ha dedicato quasi vent’anni al restauro: affreschi rinascimentali, cornici dorate, stucchi, marmi e terrecotte.
Un lavoro fatto di conoscenza dei materiali, attenzione e gesti precisi. Poi, a quarant’anni, si è ritrovata senza lavoro.
Nella sua pagina racconta quel passaggio senza nasconderne la difficoltà. E racconta anche la domanda che le ha aperto una strada: come riutilizzare tutto ciò che aveva imparato in un modo creativo, divertente e a costo zero?
La risposta è arrivata dagli oggetti scartati.
Federica ha cominciato a reinventare cose che avevano perso la loro funzione originaria, trasformandole in complementi d’arredo e creazioni diverse. Non cancellando il proprio passato professionale, ma dandogli una forma nuova.
Un oggetto può avere ancora qualcosa da dire
«I miei pezzi sono tutti unici e irripetibili, perché nascono dalla sinergia fra un oggetto che ha ancora qualcosa da dire e un’intuizione creativa.»
È una frase di Federica che mi sembra raccontare bene il suo sguardo.
Prima della trasformazione c’è un’attenzione: osservare ciò che abbiamo davanti senza fermarci alla sua prima definizione. Non più soltanto “una cosa vecchia” o “una cosa che non serve”, ma un materiale, una forma, una possibilità.
Nelle sue creazioni cerca anche la funzionalità. Il riciclo creativo non è soltanto decorazione: è un modo di immaginare un nuovo uso, mettendo insieme esperienza e invenzione.
La sua ricerca passa anche dalla ceramica raku e dai corsi di manipolazione dell’argilla. Materiali e tecniche diversi, con un filo comune: il piacere di dare forma.
“Starbene con l’arte”: partire dalla curiosità
Nella proposta di ottobre, Federica invita a sperimentare pittura, collage, cartapesta e origami.
Il corso è presentato come uno spazio per uscire dalla routine, esprimersi e condividere momenti creativi in compagnia. Non richiede esperienza né talento artistico.
Questo, per me, è il punto più interessante: non dover arrivare con qualcosa da dimostrare.
La competenza è di chi accompagna. Chi partecipa può portare domande, tentativi, curiosità. Può non sapere ancora quale tecnica gli piacerà o che cosa riuscirà a realizzare.
L’esperienza di Federica resta importante proprio per questo. Dietro un invito semplice c’è un percorso lungo: studi artistici, restauro, ricerca sui materiali e attività formative, anche nelle scuole.
Creare senza trasformare tutto in una prestazione
Non tutto ciò che facciamo deve diventare una prova di bravura.
Possiamo scegliere un’attività perché ci incuriosisce. Per conoscere un materiale. Per stare in compagnia. Per concederci un tempo diverso da quello delle cose da sbrigare.
Questo non significa attribuire all’arte effetti garantiti o promesse di cura. Significa riconoscere il valore di un’occasione concreta: fare qualcosa, imparare e scoprire come ci troviamo dentro quell’esperienza.
Forse, allora, la domanda non è soltanto «Sono capace?».
Può essere: «Mi piacerebbe provare?».
Un primo passo, senza etichette
Non devi definirti artista per avvicinarti a un laboratorio creativo.
Puoi essere una persona che vuole capire che cosa succede quando smette, per un momento, di giudicare il risultato prima ancora di cominciare.
Nella piazza di Oikonomia, Federica porta la sua storia e le competenze che ha costruito nel tempo. “Starbene con l’arte” è uno degli inviti attraverso cui le mette a disposizione degli altri.
Se ti incuriosisce, il primo passo può essere una domanda.
Scopri “Starbene con l’arte” nella bacheca di Federica e contattala per informazioni.
Leggi anche: Quello che per te è normale, per gli altri può fare la differenza.
Nota della curatrice
Della storia di Federica mi colpisce il modo in cui un sapere può cambiare forma senza perdere valore. Il restauro non scompare quando comincia il riciclo creativo: resta nelle mani, nell’attenzione, nel rapporto con i materiali. E nell’invito a chi partecipa ai suoi corsi vedo qualcosa che mi sta a cuore: lasciare spazio alla curiosità prima del giudizio. Non dobbiamo essere già bravi per concederci di cominciare.
Ninfea, fondatrice di Oikonomia
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