Casa Lucia

Vino naturale biologico · Colline piacentine

La storia

La mia è una piccola azienda sulle colline piacentine. È nata tanti anni fa, quando mio papà è mancato e ha lasciato questa terra in eredità a mia mamma. Io ero molto piccola.

Mia mamma ha dedicato anima e corpo a quella che lei chiamava semplicemente «la sua terra». Per lei la terra era quasi più importante della casa. Ha vissuto per le sue vigne, per le sue viti, per quei filari che conosceva una pianta alla volta.

Io l'ho sempre aiutata. Fin da quando avevo quattordici, quindici anni, ero lì con lei. Sono nata nella terra, anche se poi la vita mi ha portata a fare per molti anni un'esperienza lavorativa completamente diversa. Abitavo qui vicino e, ogni volta che potevo, tornavo comunque a darle una mano.

Poi è arrivato il 2007. Dopo un breve periodo in cui non ero stata bene, avevo dentro un desiderio molto forte: volevo fare un orto biologico. E proprio in quel periodo, quasi per caso, il Comune di Piacenza aveva pubblicato un annuncio per un corso di orto biologico. Feci domanda. Fui accettata.

Con quel corso abbiamo imparato a lavorare la terra e abbiamo iniziato a coltivare un piccolo pezzo di terreno appartenuto ai frati di Santa Maria di Campagna, dietro il convento, nel cuore della città di Piacenza. Da quell'esperienza è nata l'associazione Orti Insieme, che esiste ancora oggi.

Una delle attività che è rimasta nel mio cuore: abbiamo costruito con le nostre mani un orto giardino all'interno di una grande struttura che ospitava una casa di riposo per anziani, un asilo nido e un asilo per bambini. Ricordo ancora gli anziani che, tenendosi sottobraccio, entravano nell'orto. Andavano a raccogliere l'insalata da portare in cucina. Piantavano fiori tra gli ortaggi. Si prendevano cura delle piante. Bambini, anziani, terra. Tutto insieme.

È stata un'esperienza che mi ha insegnato ancora una volta che la terra non dà soltanto frutti. Crea relazioni. Fa incontrare le persone. Restituisce qualcosa a chi la cura.

Poi gli anni sono passati. Nel periodo successivo ho sentito sempre più forte il richiamo verso casa. Mia mamma stava diventando anziana. Era arrivata a novant'anni e io sono figlia unica. Così ho deciso di tornare. Tornare a casa, come amo definirlo. Tornare alle vigne della mia famiglia.

Oggi la nostra è una piccola azienda, pochi ettari sulle colline piacentine. È certificata biologica, ma il nostro modo di fare vino va ancora più in profondità: produciamo quello che per noi è un vino naturale.

Ho dedicato la nostra Malvasia a mia mamma. Si chiama Marie. Maria è il suo nome. Mia mamma oggi ha cento anni. È ancora lucida, anche se naturalmente il corpo comincia a chiedere i suoi tempi. Quel vino è per lei. Perché è lei che mi ha trasmesso l'amore per questa terra. È lei che mi ha insegnato ad amare le viti.


I vini

Cuore — vino bianco Casa Lucia Mari — vino orange Casa Lucia Monterosso Val d'Arda — Casa Lucia Gutturnio — Casa Lucia

Per fare un vino naturale bisogna prima di tutto portare in cantina un'uva bella, sana, viva. Il vino non può essere migliore dell'uva da cui nasce. E quindi tutto comincia dalla terra.

Marie

Malvasia aromatica dedicata a Maria, mia mamma. Colore dorato, profumi intensi, bollicine naturali nate in bottiglia. Il vino che porta il suo nome.

Monterosso

Vino bianco tipico di Castell'Arquato. Quattro uve: Malvasia Candida aromatica, Ortugo, Moscato e Trebbiano. I nostri bianchi non sono completamente trasparenti: hanno quei colori dorati che raccontano l'uva da cui sono nati.

Ortugo

Vitigno autoctono piacentino, fresco e delicato. Un bianco che racconta il territorio.

Rossi

Due vini rossi da uve tipiche della zona: Barbera e Bonarda. Struttura, colore e carattere delle colline piacentine.


La vigna

Nei nostri vigneti lasciamo l'erba. La tagliamo quando è bassa, in modo che possa tornare al terreno e contribuire alla formazione dell'humus. Utilizziamo microrganismi effettivi, zeolite, olio essenziale di arancio, alghe. Non utilizziamo rame, zolfo o prodotti chimici.

Il nostro obiettivo è semplice: avere un'uva sana che non abbia bisogno di essere corretta o trasformata in cantina. Se una pianta presenta un problema, quel grappolo non viene raccolto. Si passa oltre. Perché per noi la qualità del vino comincia dalla capacità di rispettare ciò che la vigna ci dà.

Anche in cantina seguiamo i ritmi della natura e le fasi lunari. Quando pigiamo l'uva, il mosto rimane a contatto con le vinacce — per le uve bianche generalmente un paio di giorni, per le rosse anche sei, sette o otto giorni. È proprio lì che il vino prende profumi, struttura e colore. I travasi, le filtrazioni e l'imbottigliamento seguono le fasi lunari e vengono fatti in luna calante.

Il nostro vino frizzante nasce da una fermentazione naturale in bottiglia. Generalmente imbottigliamo tra aprile e maggio, spesso intorno alla luna di Pasqua. Poi le bottiglie rimangono al fresco, sotto terra e al buio per tutta l'estate. È lì che succede qualcosa di molto semplice e molto antico: lo zucchero naturalmente presente nell'uva viene trasformato dai fermenti in alcol e anidride carbonica. Le bollicine non sono aggiunte. Sono nate lì.

Alcune delle nostre viti hanno sessant'anni. Alcune le ha piantate mio papà. Quando le guardo penso che dentro quei tronchi c'è una parte della storia della mia famiglia. Le lavorazioni, quando possiamo, le facciamo a mano. Potiamo a mano. Togliamo i rami a mano. Seguiamo la crescita della pianta giorno dopo giorno.

Io parlo alle mie viti. Forse qualcuno penserà che sono un po' matta. Forse lo sono davvero. Ma quando entro tra quei filari sento qualcosa. Le guardo e mi sembra quasi che mi abbraccino. Tra me e loro esiste uno scambio: io mi prendo cura di loro e loro, in qualche modo, si prendono cura di me.


Vieni a trovarci

Casa Lucia — cantina Casa Lucia — ospitalità e vini

Casa Lucia si trova sulle colline piacentine. Organizziamo visite in vigna, degustazioni e esperienze di enoturismo per chi vuole incontrare la terra, non solo il vino.

Per informazioni e prenotazioni contatta direttamente Lucia:

📞 335 572 2149

Vuoi scoprire i talenti selezionati di Oikonomia?

Scopri la piazza →